|
22 aprile 2011
OLBIA-TEMPIO, CARZEDDA PIETRO VITTORE noto PIETRO, elezioni Comunali 15-16 Maggio 2011
CARO AMICO/A di " OROSEI " AI TUOI
CONOSCENTI di OLBIA
FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA
noto PIETRO

| inviato da orosei il 22/4/2011 alle 9:7 | |
|
|
5 aprile 2009
OROSEI. Il Nausele di Orosei conquista Verona Menzione d’onore a Vinitaly per il vermentino di Lucia Otgianu e Salvatore Lai
| da La Nuova Sardegna DOMENICA, 05 APRILE 2009
Il premio. Primo importante riconoscimento nazionale per i due titolari delle cantine «Vigne d’oro»
Il Nausele di Orosei conquista Verona
Menzione d’onore a Vinitaly per il vermentino di Lucia Otgianu e Salvatore Lai
di ANGELO FONTANESI OROSEI. Una menzione d’onore al Vinitaly 2009 vale anni di sacrifici e cancella d’un colpo anche qualche amarezza. Lucia Otgianu di Orosei e il marito Salvatore Lai di Onifai, titolari delle cantine Vigne d’oro premiate a Verona per il loro vermentino Doc Nausele, si godono con giustificata soddisfazione un riconoscimento che li ripaga di tanto lavoro e li sprona a continuare una scommessa incominciata dieci anni fa in località Isteddu al confine tra Orosei e Onifai. Qui impiantarono dodici ettari di vigna e costruirono una delle cantine private più grandi e tecnologicamente all’avanguardia di tutta la Sardegna investendo tutti i risparmi di una vita di lavoro. «E anche qualche cosa in più - raccontano adesso Salvatore e Lucia - incominciammo a impiantare la vigna e a costruire la nostra cantina grazie anche ad una finanziamento regionale ottenuto con la legge 28 e puntammo tutto sulla qualità dei nostri vini». Il risultato fu una delle cantine private più belle e grandi della Sardegna con una potenzialità di stoccaggio di 500 mila litri di vino in silos di acciaio inossidabile e una barricaia con botti in rovere per diverse migliaia di litri. Il tutto in uno scenario mozzafiato che domina il golfo di Orosei e dove la coppia ha allestito una struttura agrituristica capace di ricevere comitive di centinaia di persone per degustazioni e banchetti a base di prodotti locali e ovviamente dei vini della cantina. «Attualmente produciamo e commercializziamo cinque etichette - spiegano i due coniugi - quattro rossi, Mirallu, Gollei, Isoroi e Lughio e un bianco, il Nausele appunto. I rossi sono prodotti con le uve della nostra vigna mentre il vermentino premiato a Verona viene vinificato nella nostra cantina con le uve di due vigne che abbiamo in conduzione in Gallura». Detta così sembra facile, ma per arrivare a questo importane traguardo Salvatore Lai e Lucia Otgianu hanno dovuto lavorare sodo: «Investire sulla qualità non sempre è facile - raccontano - i primi anni abbiamo pagato lo scotto dell’inesperienza, ma ora, grazie anche ai preziosi consigli e alla collaborazione dataci negli ultimi due anni dell’enologo Enzo Biondo, speriamo di riuscire a raccogliere i frutti di tanto lavoro». Gli auspici ci sono tutti. E i vini delle cantine Vigne d’oro sono davvero buoni. Prosit. -------------------------
|
| inviato da orosei il 5/4/2009 alle 7:51 | |
|
|
25 marzo 2009
Orosei. Incontro a Cagliari per fare il punto della situazione, sulla 125 l’Anas va avanti con il suo progetto
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 25 MARZO 2009
Orosei. Incontro a Cagliari per fare il punto della situazione, sulla 125 l’Anas va avanti con il suo progetto
Sa Minda, bocciato il ponte militare
E gli operai dell’Ente foreste si occuperanno della pulizia delle spiagge
di ANGELO FONTANESI OROSEI. Riunione operativa sul “caso Orosei” doveva essere e così è stato. Ieri pomeriggio nella sala della giunta regionale in viale Trento a Cagliari il sindaco di Orosei Gino Derosas, il suo vice Cosimo Marras e l’assessore Gino Nanni hanno potuto mettere sul tavolo tutte le emergenze ancora dolorosamente aperte sul territorio di Orosei da quel maledetto 28 novembre scorso. Assente per improrogabili impegni amministrativi il Presidente Ugo Cappellacci, la riunione è stata presieduta dal suo capo gabinetto Francesco Lippi. Al suo fianco l’assessore all’Urbanistica Gabriele Asunis e i massimi responsabili regionali dell’Anas, dell’Ente Foreste, di Abbanoa, della Protezione Civile e della Guardia Forestale. Ovvero tutti gli enti e gli assessorati direttamente competenti sulle criticità che attanagliano Orosei e i suoi settori economici. Primi fra tutti l’industria turistica. Viabililtà a pezzi e spiagge ricoperte di detriti e rifiuti vari le problematiche esaminate. «La riunione è servita per fare finalmente un punto chiaro e fermo sulle emergenze e sulle priorità da risolvere - dichiarava ieri pomeriggio Derosas. - Sul ponte di Sa Minda l’Anas è stata categorica: si va avanti con il progetto definitivo, l’ipotesi di un ponte militare non è percorribile e a oggi nessuno passo ufficiale per l’intervento del’Esercito risulta essere stato fatto da chicchessia. Domani verranno aperte le buste con le offerte per il nuovo ponte e verranno affidati i lavori. Giugno rimane la data prevista per la consegna dell’opera ma nel mentre la stessa Anas si prenderà cura della manutenzione straordinaria sia della bretella di Fuile ‘e Mare che della pista di Sa ‘e Grecu che consentirà così ai mezzi pesanti di collegare Orosei alla frazione di Sos Alinos». Ma l’emergenza più urgente, visto che a giorni i primi turisti arriveranno nelle strutture di Cala Liberotto, è quella che riguarda i litorali. «Su questo fronte abbiamo avuto l’assicurazione che sarà l’Ente Foreste con mezzi e uomini ad occuparsi della pulizia delle spiagge. Già avantieri la Guardia Forestale ha fatto i primi sopralluoghi e ora nel giro di pochissimi giorni i lavori dovrebbero prendere il via». Esaminata anche la questione dei rimborsi e delle opere di ripristino ambientale e idrogeologico. «Siamo il Comune che prima di ogni altro ha provveduto a fornire tutte le documentazioni necessarie - afferma sempre Derosas - e dunque anche su questo versante i tempi di attesa dovrebbero ormai essere agli sgoccioli». -------------------
|
| inviato da orosei il 25/3/2009 alle 6:17 | |
|
|
18 marzo 2009
OROSEI Abusi edilizi: sotto tiro Marina Beach I Loi, proprietari della struttura di Orosei: «Il caso non esiste»
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009
Abusi edilizi: sotto tiro Marina Beach
I Loi, proprietari della struttura di Orosei: «Il caso non esiste»
di ANGELO FONTANESI OROSEI. La Procura della Repubblica di Nuoro alza il tiro nella sua “guerra” contro gli abusi edilizi. Sotto tiro dello specifico ufficio, guidato dal pm Daniele Rosa, ci sarebbe addirittura il più prestigioso residence della provincia: il Marina Beach dell’Iti Hotels dei fratelli Loi. Una struttura ricettiva a “quattro stelle extra”, dotata di una delle piscine più grandi d’Europa e capace di ospitare a pieno regime circa duemila villeggianti. È il blocco principale di un complesso residenziale composto da tre distinti resort realizzati in località Lacu, a circa un chilometro dal centro del paese e a qualche centinaio di metri dalla spiaggia centrale della Marina di Orosei. Secondo la Procura di Nuoro un intero piano di questa struttura, per una volumetria di alcune migliaia di metri cubi, sarebbe abusiva, o quanto meno realizzata in difformità dal progetto originale. Questo è quanto avrebbe appurato la Guardia forestale durante un sopralluogo effettuato di recente nella struttura ricettiva oroseina. Uno dei tantissimi controlli di questo genere che da circa due anni stanno interessando con particolare attenzione tutto il territorio del paese leader del turismo sulla costa orientale nuorese dove l’anno scorso, in più occasioni, le “ruspe con le stellette” sono intervenute per abbattere manufatti abusivi. Sinora, invero, si è trattato di poca cosa: una mansarda, il bagnetto di due pastori, il tetto di un piano rialzato di una casa al mare e la cantina di una casa rurale. Più alcuni “casotti” prefabbricati che gli stessi proprietari si sono “auto demoliti”. Ma il Marina Beach è un’altra cosa, anche se per i titolari del residence si tratta solo di una “montatura” destinata a sgonfiarsi in breve tempo. «L’abuso che ci viene contestato in realtà l’abbiamo denunciato noi stessi ben sei anni fa - premette Piero Loi, uno dei fratelli titolari - Sfruttando l’ultimo condono varato dal Governo nel 2003 abbiamo istruito e presentato al Comune una pratica di sanatoria per il cambio di destinazione d’uso di una parte del seminterrato del Marina Beach pagando l’oblazione dovuta e così estinguendo il reato». La pratica presentata dai Loi è una delle 950 giacenti da anni presso l’ufficio tecnico del Comune che per smaltire una tale mole di lavoro arretrato si è convenzionato con un ditta esterna. Da qui sarebbe partita d’ufficio l’indagine penale della Procura. «Da anni la nostra attività è bersagliata da decine di esposti anonimi che ci accusano di abusi edilizi - dichiara Piero Loi - ma i ripetuti controlli nelle nostre strutture non hanno rilevato nessuna irregolarità». Starà ora alla Procura della Repubblica di Nuoro appurare se di “persecuzione” si tratta o meno. ----------------
|
| inviato da orosei il 18/3/2009 alle 5:50 | |
|
|
10 febbraio 2009
Orosei, piccole discariche crescono Il sindaco: «Organismi di vigilanza all’opera per combattere il fenomeno»
|
da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
Il nuovo servizio sta mettendo in luce l’esistenza di una vasta evasione della tassa comunale sui rifiuti urbani
Orosei, piccole discariche crescono
Il sindaco: «Organismi di vigilanza all’opera per combattere il fenomeno»
OROSEI. Piccole discariche crescono. Abusive e in ogni dove in tutto il territorio. Secondo alcuni è il fisiologico risultato dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta che da un mese è stata avvita ad Orosei e nella sua frazione di Sos Alinos. Secondo altri invece è il lato oscuro di una magagna nota e datata che il nuovo servizio sta mettendo impietosamente alla luce: la vasta evasione fiscale sulla Tarsu, la tassa comunale sui rifiuti solidi urbani. Decine (se non centinaia) di case, di prima e seconda abitazione, non risultano infatti iscritte a questo ruolo e tante neanche accatastate. Una condizione essenziale per avere diritto al ritiro della spazzatura davanti alla propria abitazione Gli abusivi pertanto ora sono allo scoperto: non possono mettere la loro immondizia fuori dalla propria casa pena essere censiti come utenti del servizio e quindi soggetti ad un controllo incrociato sui dati catastali e fiscali del Comune. Da qui la deprecabile soluzione: disfarsi dei rifiuti nei posti più disparati e nascosti, sfruttando magari gli orari notturni. Spariti dalle strade pubbliche i vecchi cassonetti indifferenziati, perfetto alibi per gli evasori, quest’ultimi devono pertanto trovare nuove vie di conferimento illegale. Ne sono testimonianza non solo le “storiche” discariche nelle vie adiacenti al campo comunale di Foiai o il piazzale antistante il Camposanto, ma anche tante strade rurali percorse giornalmente da decine di abitanti. I camini di Chilivri, di Fuile ’e Mare, tutte le stradette del comprensorio di Sos Alinos e le cunette della strada che porta a Osala giorno dopo giorno si riempiono di buste di immondezza scaricate da auto in corsa. «La problematica in questa fase di avvio del nuovo servizio era sta messa parzialmente in conto - spiega il sindaco Gino Derosas - e come amministrazione abbiamo già segnalato il caso agli organismi competenti (Polizia Municipale, Guardia Forestale e Carabinieri ndc) affinchè vigilino con la massima attenzione sul fenomeno. I trasgressori sappiano che incorrono in un reato penale e quindi facciamo appello sia a loro che a tutti i cittadini ligi alle nuove disposizioni affinchè i primi prendano atto che debbono attenersi alla nuove norme e ai secondi perché segnalino al Comune o alle forze dell’ordine predisposte al controllo ogni caso di mal comportamento». La preoccupazione però è che la deprecabile usanza sia solo all’inizio e possa aumentare esponenzialmente con l’approssimarsi della stagione turistica e la conseguente occupazione di molte seconde case. (a.f.) ----------------------------
|
| inviato da orosei il 10/2/2009 alle 6:28 | |
|
|
8 febbraio 2009
OROSEI. Parte ufficialmente la corsa contro il tempo per la ricostruzione del ponte sul rio Sa Minda crollato sulla statale 125
|
da La Nuova Sardegna DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009
Via al cantiere sul ponte di Sa Minda
Mannoni ha firmato l’ordinanza per la ricostruzione della struttura
di ANGELO FONTANESI OROSEI. Parte ufficialmente la corsa contro il tempo per la ricostruzione del ponte sul rio Sa Minda crollato sulla statale 125 a causa dell’alluvione del 28 novembre scorso. Ieri mattina il vicepresidente della Regione Carlo Mannoni in qualità di Commissario delegato per l’emergenza alluvione, ha firmato un’ordinanza con la quale approva, i lavori di ricostruzione del ponte. «Il Capo Compartimento di Cagliari dell’Anas - annuncia Mannoni - è stato individuato quale soggetto attuatore dell’intervento che prevede risorse stanziate dall’Anas pari a 650mila euro». Starà ora all’Anas quindi, che ha già completato la fase di progettazione del nuovo ponte, convocare immediatamente la conferenza dei servizi indispensabile per dare il via ai lavori. L’ordinanza firmata da Carlo Mannoni precisa che l’eventuale dissenso manifestato in quella sede dai rappresentanti delle istituzioni invitate (Comune, Regione, Ufficio tutela paesaggio etc) dovrà essere motivato e dovrà recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni progettuali necessarie al fine dell’assenso. Vista la gravità della situazione e l’urgenza di riavviare quanto prima la viabilità lungo la direttrice Orosei-Olbia fortemente compromessa dal crollo del ponte che ha causato l’interruzione del traffico sulla stratale 125, sono state previste procedure d’urgenza per l’approvazione del progetto e per l’espletamento della gara d’appalto con l’inserimento di una premialità per l’anticipata conclusione dei lavori. L’obiettivo rimane quello di salvaguardare la prossima stagione turistica della costa oroseina visto che il crollo del ponte di Sa Minda isola il comprato ricettivo di Cala Ginepro-Cala Liberotto dal paese. Il traguardo auspicato rimane quello di completare l’opera entro il mese di giugno. Il pallino passa quindi nuovamente nella mani dell’Anas che entro pochi giorni dovrebbe convocare l’annunciata conferenza di servizi e in quella sede, con l’avallo deliberato ora del commissario straordinario Carlo Mannoni, affidare con il protocollo d’urgenza i lavori per il ripristino dell’infrastruttura crollata il 28 novembre scorso. Nessun accenno invece sulla ventilata ipotesi di un intervento del genio pontieri per la realizzazione di un provvisorio ponte di ferro e il futuro della prossima stagione turistica di Orosei, in concomitanza dell’imminente appuntamento elettorale, rimane appeso ad un filo. ----------------
|
| inviato da orosei il 8/2/2009 alle 7:36 | |
|
|
5 febbraio 2009
Orosei. Scoperta la possibile causa del crollo sulla statale 125 Un semirimorchio, il killer del ponte
|
da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Orosei. Scoperta la possibile causa del crollo sulla statale 125
Un semirimorchio, il killer del ponte
La furia dell’alluvione da sola non avrebbe potuto fare tanto
di ANGELO FONTANESI OROSEI. Sino a pochi giorni fa la causa del crollo del ponte di Sa Minda sulla statale 125 tra Orosei e Sos Alinos era stata attribuita alla furia delle acque che nella notte tra il 27 e 28 novembre avevano ingrossato a dismisura l’omonimo torrente travolgendo il pilone centrale della vecchia infrastruttura. Era tutto vero (in apparenza), ma forse l’acqua da sola non ce l’avrebbe fatta a causare così tanto danno. Infatti una grande mano, probabilmente determinate, gliela data il pianale di un grosso camion ribaltabile abbandonato da anni nel letto del fiume a monte del ponte che l’impeto dell’acqua ha prima sollevato dal suo giaciglio e quindi spinto e sbattuto violentemente contro il basamento centrale del ponte sino a buttarlo giù. Un’enorme ariete in acciaio ora ben visibile un centinaio di metri a valle del ponte crollato, seminascosto alla vista da una stretta ansa del fiume che solo ultimamente, da quando il livello dell’acqua è calato, e possibile raggiungere con un pizzico di equilibrio saltellando tra un concio e l’altro del crollo che la stessa corrente ha disseminato per decine di metri lungo il corso del rio Sa Minda verso la foce di Fuile’e Mare. Il relitto sta lì, mezzo sommerso e messo di traverso tra due rocce e ben si capisce dalle sue dimensioni come prima abbia fatto da diga alla grande massa d’acqua che in quella terribile nottata scendeva a mare dalle montagne e poi, proprio come un ariete contro le mura di un castello, abbia avuto ragione del vecchio ponte in pietra che per decine e decine d’anni aveva comunque svolto egregiamente la sua funzione. Un esempio, come tanti altri, di come anche l’uomo con le sue negligenze e le sue colpevoli leggerezze abbia dato una mano alla natura nella sua opera di devastazione. Quel relitto di camion infatti è rimasto sul letto del torrente per anni e anni senza che nessuno si sia preso la briga di recuperarlo e rimuoverlo dal quel parcheggio quanto mai inopportuno. Pochi del resto lo vedevano, nascosto alla vista sia dalla vegetazione selvatica che dalla stessa struttura del ponte, tanto che quasi nessuno si ricordava più di come e quando vi fosse finito. Tanti si erano anche dimenticati di quando, a causa di un errore di manovra, il grosso mezzo venne giù dalla scarpata fortunatamente senza fare vittime. Ora purtroppo il danno è fatto e i lavori per la sua riparazione stentano a incominciare. Ma quel rottame ormai arrugginito rimane li in bella vista a testimoniare di come la natura talvolta sappia vendicarsi con gli interessi della scarsa attenzione e del non rispetto che troppo spesso gli uomini hanno nei suoi confronti. -----------------------------
|
| inviato da orosei il 5/2/2009 alle 7:19 | |
|
|
4 febbraio 2009
Orosei, il tempo pieno si estrae a sorte La protesta. Soltanto una delle tre prime classi delle elementari potrà godere della variazione d’orario
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
La protesta. Soltanto una delle tre prime classi delle elementari potrà godere della variazione d’orario
Orosei, il tempo pieno si estrae a sorte
Genitori e insegnanti insieme contro la riforma scolastica della Gelmini
di ANGELO FONTANESI OROSEI. Secondo quanto prevede il nuovo programma ministeriale varato dal Ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e approvata dal Governo, dall’anno prossimo gli alunni che per il primo anno frequenteranno le scuole elementari potranno optare tra il consueto orario o per il tempo pieno. Questo almeno sulla carta. Così infatti recita anche il modulo di iscrizione alla prima elementare che anche i genitori dei bambini di Orosei sono chiamati a compilare in questi giorni. Ma quel modulo sembra avere tutte le caratteristiche di un “gratta e vinci”. Il perché è presto detto: stando alle attuali disposizioni e alle reali disponibilità finanziare (e di conseguenza di pianta organica) sulle quali la scuola oroseina potrà contare il prossimo anno, solo una delle tre preventivate prime classi potrà godere del tempo pieno. E (questa è la sconcertante ipotizzata eventualità) quella classe sarà estratta a sorte. Incredibile, ma a quanto pare vero. Il caso è venuto alla luce durante una riunione svoltasi l’altro ieri presso la sede della direzione didattica oroseina alla presenza del personale docente, dei genitori degli alunni che l’anno prossimo dovranno frequentare il primo anno delle elementari e gli stessi dirigenti scolastici. I numeri lascerebbero davvero poco spazio all’incertezza: i tagli previsti dalla riforma ministeriale non consentono infatti di programmare il tempo pieno per tutti i previsti prossimi 71 alunni che l’anno prossimo dalla scuola materna passeranno alla scuola elementare. Ma non basta. Le previsioni infatti puntano al rialzo e non è escluso che siano addirittura una novantina gli alunni che formalizzeranno l’iscrizione al primo anno nella scuola elementare di Orosei. Di male in peggio insomma, perché i parametri degli insegnati sarebbero stati già tutti definiti e il tempo pieno sarebbe garantito solo per una classe. Estratta a sorte appunto. Genitori sul piede di guerra dunque appoggiati nella loro protesta anche da tutto il copro decente anch’esso a rischio di “limatura”. Per il momento l’agitazione rimane a livello larvale ma già dalla prossima settimana, per quando è stata convocata una nuova riunione collegiale, la problematica potrebbe esplodere in maniera molto più eclatante con clamorose manifestazioni di protesta. Una lotta preventiva per evitare che la tanto propagandata riforma scolastica si risolva in una quantomeno farsesca “lotteria dell’istruzione pubblica”. ------------- |
| inviato da orosei il 4/2/2009 alle 6:20 | |
|
|
3 febbraio 2009
OROSEI Il ponte sulla 125 a due mesi dal crollo è ancora interrotto
|
da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 03 FEBBRAIO 2009
OROSEI
Il ponte sulla 125 a due mesi dal crollo è ancora interrotto
di ANGELO FONTANESI OROSEI. A oltre due mesi dal suo crollo e a poco più di due mesi da Pasqua, Orosei e la sua frazione di Sos Alinos, con tutto il comprato turistico di Cala Ginepro - Cala Liberotto, rimangono ancora separate dal baratro apertosi sulla statale 125 all’altezza del ponte di Sa Minda travolto dall’alluvione del 28 novembre scorso. Due spazi temporali che da una parte confermano la prevista lunghezza dei tempi necessari al rifacimento dell’opera e dall’altra annunciano il drammatico disagio che tutto ciò causerà all’industria turistica ricettiva e al suo indotto. Inutile a questo punto negare quello che si è sempre temuto: non solo l’apertura ma tutta la prossima stagione delle vacanze è a serio rischio e le assicurazioni che quotidianamente arrivano in Comune dal dipartimento Anas di Sassari che sta progettando l’opera non servono a tranquillizzare i fondati timori delle decine di attività e delle centinaia di lavoratori che dal turismo traggono buona parte del reddito. Vero è che l’Anas ha annunciato la disponibilità finanziaria non solo per rifare il ponte ma anche per mettere in sicurezza tutto il tratto della statale 125 tra Orosei e Sos Alinos disastrato dalle alluvioni, ma la conferenza di servizi annunciata per i primi giorni di febbraio per dare il via ai lavori e per snellirne sostanzialmente i tempi di realizzo non è stata ancora convocata. Ieri mattina l’Anas ha fatto sapere che alla fine di questa settimana spedirà a tutti gli enti competenti (Comune, Regione, Ufficio Tutela Paesaggio etc) il progetto dell’opera affinchè ognuno ne prenda visione e possa eventualmente proporre modifiche o presentare osservazioni. Solo in seguito verrà convocata la conferenza di servizi, e solo dopo di ciò, intoppi permettendo, sarà possibile dar via ai lavori. Da non sottovalutare inoltre che non si ha ancora la certezza che ciò possa accadere con affidamento diretto o se l’opera debba andare in appalto. Se così fosse ai quattro mesi di tempo stimati per la realizzazione del nuovo ponte bisognerà aggiungere i tempi burocratici del bando di gara. Contestualmente il collegamento viario provvisorio realizzato dal Comune in località Fuile’e Mare ad ogni rovescio d’acqua si trasforma in una pista bianca impraticabile per le buche. Sarebbe opportuno stendere un leggero strato di asfalto, ma per far ciò occorrerebbe che l’Anas ne prendesse le competenze. E dell’ipotesi di un intervento del genio militare per la posa di un ponte provvisorio in ferro nessuno, infine, parla più. --------------------
|
| inviato da orosei il 3/2/2009 alle 7:35 | |
|
|
1 febbraio 2009
Orosei. Nuova intimidazione venerdì notte in un cantiere nella strada per Osalla
| da L'Unione Sarda Domenica, 01 Febbraio 2009 |
|
Orosei. Nuova intimidazione venerdì notte in un cantiere nella strada per Osalla |
Incubo racket, fuoco contro un'impresa Incendiato l'escavatore: quaranta attentati in quattro anni |
|
Indagini sulla pista delle estorsioni finora smentita dagli investigatori e dalle stesse vittime. Depistaggi e moventi diversi. Ancora un fine settimana segnato dalle imprese della “banda del cerino” che, oltre a obiettivi istituzionali e semplici cittadini, si accanisce contro le attività produttive del paese tanto da rafforzare le paure per un nascente racket delle estorsioni. Questa volta nel mirino è finita l'impresa di materiale edile di Franceschino Frau: ignoti hanno dato fuoco ad un escavatore posteggiato all'interno del cantiere, nelle campagne di “Foiai”, lungo la strada che conduce verso la spiaggia di Osalla. L'ALLARME Erano circa le due di venerdì notte quando una chiamata alla questura dei Nuoro, ha segnalato il rogo. La sala operativa della polizia ha girato la notizia alla centrale dei carabinieri della compagnia di Siniscola che a sua volta ha allertato una pattuglia del nucleo radiomobile che si trovava in servizio nella zona. Insieme ai militari, a Foiai è arrivata anche una squadra dei vigili del fuoco, ma ormai le fiamme avevano divorato la cabina rendendo l'escavatore praticamente inservibile. I carabinieri e gli stessi vigili del fuoco hanno subito capito che le fiamme erano di origine dolosa e aperto l'ennesimo fascicolo contro ignoti. MOVENTI DIVERSI Nell'ultimo caso si sta verificando la possibilità di un attentato legato alla concorrenza (altre volte in Baronia sono stati bruciati i mezzi delle imprese), ma davanti a una quarantina di intimidazioni in meno di quattro anni, si teme che questa «strategia della tensione» (parole pronunciate qualche mese fa il sindaco Gino Derosas), abbia più menti e diversi moventi, legati solo dalla necessità di approfittare della confusione creata. Perché, accanto alla pista politica (la bomba che il 18 gennaio è stata esplosa nel casolare del vicesindaco Gino Nanni, a un anno esatto da un attentato contro Gino Derosas che ha finito per colpire l'abitazione di un vicino di casa del primo cittadino) e i conti personali tra privati cittadini regolati col fuoco, non sembrano essere collegabili ad altri obiettivi. LA PAURA DELLE ESTORSIONI Vittime e investigatori non hanno mai confermato l'ipotesi di un racket. Le indagini sono in corso però anche su questo versante, per verificare soprattutto se qualcuno nella particolare situazione amministrativa (la giunta Derosas ha appena superato una crisi) e nelle tensioni create dalle demolizioni delle case abusive, non abbia trovato un comodo paravento, decidendo di colpire quattro mesi fa due aziende del marmo (la Simg e la Gielle) e lo scorso 27 settembre la ditta di prodotti edili Lupinu del vicepresidente provinciale di Confindustria Paolo Langiu. FABRIZIO UNGREDDA ----------------------------------- | | |
| inviato da orosei il 1/2/2009 alle 9:51 | |
|
|
|
|
|
|